domenica 4 maggio 2014

Parere in merito alle spese di personale ed all'assunzione del Segretario

Pubblicato il 2 maggio la risposta ad un quesito da parte del Servizio di consulenza agli enti locali della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in merito alle spese di personale ed all'assunzione del Segretario. In argomento si segnala il precedente post Un utile strumento giuridico di approfondimento in tema di spese per il personale

Di seguito il testo del parere.
"Il Comune si è posto la questione relativa alla possibilità di 'assumere' il segretario comunale, figura obbligatoria per legge, qualora con detta 'assunzione' non vengano poi rispettati i limiti di spesa complessivi per il personale (conseguenza del fatto che in passato si è fatto ricorso a prolungate reggenze o supplenze o a convenzioni tra una molteplicità di comuni). L'Ente richiama, a tal proposito, le osservazioni formulate dalla Corte dei conti della Lombardia (parere n. 130/2014) e chiede di conoscere se debba prioritariamente essere garantita la presenza di una figura obbligatoria per legge procedendo, successivamente, a sostenere spese per figure professionali non obbligatorie. 
Sentito il Servizio finanza locale, si osserva quanto segue. 
La Corte dei conti, nel citato parere, ha evidenziato che il segretario comunale è un pubblico funzionario dipendente del Ministero dell'Interno, che svolge le proprie funzioni presso un ente territoriale, in base ad incarico conferito attraverso un provvedimento di nomina del Sindaco. 
La particolarità di detta figura, obbligatoria per legge[1], non influisce comunque sull'allocazione, sotto il profilo finanziario, delle poste contabili relative all'incardinamento (solo in senso lato qualificabile come assunzione) in capo all'ente locale presso cui il segretario operi funzionalmente, in modo assimilabile a quelle per i dipendenti[2]. 
La Corte dei conti ha rilevato che, conseguentemente, l'aspetto problematico risulta quello di conciliare l'evidente obbligatorietà dell'incardinamento del segretario comunale con la disciplina finanziaria vigente, in particolare con riferimento ai limiti posti alla spesa del personale intesa complessivamente. 
Ha evidenziato, a tal proposito, che la spesa per il personale 'per la sua importanza strategica ai fini dell'attuazione del patto di stabilità interno (data la sua rilevante entità), costituisce non già una minuta voce di dettaglio, ma un importante aggregato della spesa di parte corrente[3], con la conseguenza che le disposizioni relative al suo contenimento assurgono a principio fondamentale della legislazione statale'. 
Premesso un tanto, si è anche sottolineato che, in linea di massima, la disciplina finanziaria non interferisce con la disciplina ordinamentale e tiene fermi facoltà, obblighi e divieti sostanziali imputabili all'amministrazione; introduce piuttosto indirette limitazioni alla discrezionalità operativa degli enti che, a causa dei predetti limiti, sotto la propria responsabilità, devono effettuare scelte gestionali che li mettano in condizione di esercitare facoltà e adempiere doveri compatibilmente con il rispetto di tali obiettivi di spesa, e ciò è sostenibile anche per l'esercizio di legittime prerogative come, nel caso di specie, la nomina di un segretario comunale. 
In sostanza, la Corte dei conti ha ribadito che il comune non può sottrarsi al rispetto dei vincoli di finanza pubblica relativi alle spese del personale. E' onere, pertanto, di ogni singola amministrazione effettuare scelte alternative, come la rinuncia al turn-over o la riduzione delle voci di spesa di personale facoltative, per personale non strutturato[4], ricompreso nel calcolo dell'aggregato previsto dalla vigente normativa finanziaria. 
In ogni caso - ha concluso la Corte dei conti - resta ferma la necessità, per le amministrazioni locali, di verificare la compatibilità di qualsiasi scelta si intenda effettuare con la disciplina finanziaria medesima. 
In conclusione, appurato l'obbligo di legge di garantire la figura del segretario comunale, spetta al Comune 'adottare tutte le possibili forme organizzative che consentono il rispetto del contenimento della spesa del personale, in primo luogo, cercando una forma di collaborazione del segretario comunale che contenga per quanto è possibile la spesa ed eventualmente riducendo altre spese di personale'[5] facoltative. 
La Corte dei conti, sez. Marche[6], richiamando l'orientamento espresso dalla sez. Veneto, con deliberazione n. 154/2011, ha precisato inoltre che 'ai fini della verifica del rispetto del vincolo posto dalla legge deve necessariamente prescindersi dalla valutazione circa la precarietà o meno della copertura del posto del Segretario: ciò che rileva è la figura in quanto tale, per la sua indefettibilità evidenziata tra l'altro non solo dalla previsione dell'art. 97 del TUEL (e in particolare il compito di assistenza agli organi), ma anche dalla stessa circostanza (...) secondo cui in caso di mancata nomina viene comunque inviato un Segretario, seppur in disponibilità (...). La circostanza secondo cui tale spesa, sia pure in un'ottica complessiva di matrice vincolistica che tende alla sua diminuzione, debba essere comunque garantita, rafforza ancora di più la conclusione sopra riportata, alla luce tra l'altro delle rinnovate funzioni attribuite alla figura del Segretario comunale e a seguito in particolare del D.lgs. 190/2012[7] che individuano, di norma, in tale figura l'organo responsabile della prevenzione della corruzione e di fondamentali compiti di programmazione e vigilanza'. 
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[1] Vedasi in proposito la lettera dell'Assessore alla funzione pubblica, autonomie locali e coordinamento delle riforme, prot. n. 703-SP/13-G, 'Copertura sedi vacanti di segreteria nella Regione Friuli Venezia Giulia' del 12 dicembre 2013. 
[2] Cfr. anche Corte dei conti, Sezione Autonomie, deliberazione 30 maggio 2012, n. 8. Tale sezione è giunta alla conclusione che nel complessivo assetto normativo che regola ruolo, funzioni e 'status' dei segretari comunali, pur a fronte di incrementi della spesa di personale non coerenti con gli obiettivi di finanza pubblica, tenuto conto delle specifiche disposizioni di contenimento di tale tipo di spesa, non sono intervenute innovazioni tali da poter giustificare una posizione funzionale diversa nel contesto ordinamentale degli enti locali e che pertanto non sussistono elementi per una ridefinizione della natura giuridico-economica della retribuzione agli stessi spettante, che possa giustificare un'allocazione contabile delle relative spese diversa da quella in cui sono appostate le spese per il personale dipendente degli enti. 
[3] Secondo il principio posto dalla Corte dei conti (cfr. Sezioni Riunite, deliberazione n. 27 del 2011), per individuare l'esatto aggregato della spesa di personale nel confronto con la spesa corrente, la si deve ritenere come onnicomprensiva di tutte le sue possibili componenti e quindi inclusiva di ogni voce, comprese quelle sostenute con finanziamenti esterni. L'art. 1, comma 557-bis, della l. 296/2006 (disciplina statale) precisa che costituiscono spese di personale anche quelle sostenute per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, per la somministrazione lavoro, per il personale di cui all'articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché per tutti i soggetti a vario titolo utilizzati, senza estinzione del rapporto di pubblico impiego, in strutture e organismi variamente denominati partecipati o comunque facenti capo all'ente. Per quanto concerne la normativa finanziaria applicabile agli enti locali della Regione Friuli Venezia Giulia, l'art. 12, comma 25, della l.r. 17/2008 stabilisce che costituiscono spese di personale, oltre a quelle iscritte all'intervento 1 del titolo I della spesa corrente, anche quelle sostenute per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, per la somministrazione di lavoro, per il personale di cui all'articolo 110 del decreto legislativo 267/2000. 
[4] Da intendersi quale ricorso a forme contrattuali di lavoro flessibile (ad es. co.co.co., lavoro somministrato, rapporti a tempo determinato), non riferito quindi a rapporti di lavoro a tempo indeterminato, che comportano un costo di bilancio irreversibile. 
[5] Cfr. Corte dei conti, sez. Lombardia, deliberazione n. 1047 del 2010, Corte dei conti, sez. Veneto, parere n. 97/2013. 
[6] Cfr. deliberazione n. 64/2013. 
[7] Rectius, legge 190/2012.

Intervista di Renzi al Corriere: "I sindacati non mi fermano"

Nel precedente post Buon primo maggio ai Segretari comunali e provinciali (sarà l'ultimo?) abbiamo dato notizia del fatto che nella proposta Renzi/Madia di riforma della pubblica amministrazione, nell'ambito degli interventi di cui al punto 1 (il cambiamento comincia dalle persone), è prevista al punto n. 13 espressamente l'abolizione della figura del segretario comunale.
Oggi è interessante riportare una parte delle dichiarazioni del Premier Renzi, apparse questa mattina sul Corriere della Sera:
"Mi ha molto colpito scoprire che esiste un sindacato dei prefetti, e pure un’associazione dei segretari comunali: la sindacalizzazione ha portato anche a questo. Ma non può passare la logica del “cambiate tutto, purché non si inizi da me”; oppure “vai avanti tu, che a me scappa da ridere”. Se l’Italia avrà un sistema burocratico più efficiente, potrà attrarre più investimenti, e restituire speranza ai giovani che non trovano lavoro e ai cinquantenni che lo perdono. Ho incontrato un sacco di investitori stranieri, Padoan ha fatto lo stesso in Europa questa settimana: se riusciamo a cambiare l’Italia, qui i soldi arrivano a palate. A me piace creare posti di lavoro. Se il sindacato dei prefetti, l’associazione dei segretari comunali e la lobby dei consiglieri provinciali si oppongono, è un problema loro, non nostro".

venerdì 2 maggio 2014

L'Unione Nazionale Segretari comunali e provinciali proclama lo stato di agitazione sindacale

Come annunciato in un precedente post dal titolo Buon primo maggio ai Segretari comunali e provinciali (sarà l'ultimo?), nella lettera agli statali, firmata dal premier Matteo Renzi e dal ministro Marianna Madia, il governo riassume le linee guida della riforma della P.a. Nell'ambito degli interventi di cui al punto 1 (il cambiamento comincia dalle persone) è prevista al punto n. 13 espressamente l'abolizione della figura del segretario comunale.

L'Unione Nazionale Segretari comunali e provinciali ha proclamato lo stato di agitazione sindacale.
Nel documento della Segreteria Nazionale si legge:
"L’Unione, coinvolgendo a tutto campo l’intera categoria, esprimerà in altri documenti valutazioni e proposte sulla riforma della Pubblica Amministrazione, e in essa della Dirigenza Pubblica e degli stessi Segretari, che certamente appare necessaria per modernizzare il Paese. 
L’Unione avverte infine in questa sede la necessità di esprimere il forte disagio e rammarico per le modalità attraverso le quali si è espressa una posizione così drastica, che ha lasciato amareggiati le migliaia di Segretari che sono da anni, con dedizione e lealtà verso le Istituzioni, in servizio in tutta Italia, e privi di ogni certezza le centinaia di giovani Segretari che attendono di entrare in servizio in questi mesi e che costituiscono una ricchezza proprio nell'ottica del ricambio generazionale tanto auspicato da tutti".


giovedì 1 maggio 2014

Buon primo maggio ai Segretari comunali e provinciali (sarà l'ultimo?)

Quarantaquattro punti per una nuova pubblica amministrazione: così nella lettera agli statali, firmata dal premier Matteo Renzi e dal ministro Marianna Madia, il governo riassume le linee guida della riforma della P.a.
Le linee guida sono tre:
1. Il cambiamento comincia dalle persone.
2. Tagli agli sprechi e riorganizzazione dell'Amministrazione.
3. Gli Open Data come strumento di trasparenza. Semplificazione e digitalizzazione dei servizi.

Il metodo: non si fanno le riforme della Pubblica Amministrazione insultando i lavoratori pubblici. Che nel pubblico ci siano anche i fannulloni è fatto noto. Meno nota è la presenza di tantissime persone di qualità che fino ad oggi non sono mai state coinvolte nei processi di riforma. Persone orgogliose di servire la comunità e che fanno bene il proprio lavoro.

Nell'ambito degli interventi di cui al punto 1 (il cambiamento comincia dalle persone) è prevista al punto n. 13 espressamente l'abolizione della figura del segretario comunale.

Non sarebbe male se ogni riforma ed ogni intervento politico si basasse sulla coerenza, che dovrebbe essere la linea guida maestra dell'azione di governo. 

La domanda è appunto questa: la proposta di abolizione del segretario è coerente con le recenti innovazioni normative e con i  recenti dibattiti politici?
Sulla coerenza con le recenti innovazioni normative.
Recenti disposizioni normative hanno aggiunto importanti funzioni a quelle già attribuite al segretario comunale: 
  • il D.L. 10.10.2012 n. 174, "Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012" ha integralmente rivisto il sistema dei controlli interni, attribuendo numerosi compiti al segretario comunale, primo tra tutti il controllo successivo di regolarità amministrativa sugli atti dell’ente (art. 147 bis, c.2, Tuel); 
  • la L. 190/2012, fissando delle regole per prevenire fenomeni di corruzione nella pubblica amministrazione, ha previsto che il sistema sia incentrato sulla figura del responsabile della prevenzione della corruzione, che negli enti locali è individuato, di norma, nel segretario, salva diversa e motivata determinazione (art. 1, c.6); 
  • il D.lgs 33/2013 in materia di trasparenza amministrativa sancisce che all'interno di ogni amministrazione il responsabile per la prevenzione della corruzione, svolge, di norma, le funzioni di Responsabile per la trasparenza (art. 43, c. 1) cui è attribuita stabilmente un'attività di controllo sull'adempimento da parte dell'amministrazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, assicurando la completezza, la chiarezza e l'aggiornamento delle informazioni pubblicate;
  • la recente L. 56/2014 ha previsto anche nelle unioni di comuni la presenza obbligatoria di un segretario, da scegliersi ad opera del presidente tra i segretari in servizio nei comuni costituenti l’unione (art. 32 Tuel, c. 5-bis, così come modificato dall’art. 1, c. 105, della L. 56/2014).
Sulla coerenza con il recente dibattito parlamentare.
Quanto al dibattito parlamentare è simpatico ricordare come nel corso dell'approvazione della legge Delrio in Senato ci fu l'intervento della collega senatrice Angelica Saggese, con le conclusioni che il resoconto parlamentare così riporta: "vorrei invitare il Governo e il Parlamento, nel percorso che ci accingiamo a fare, di riforma dell'assetto istituzionale del Paese (e quindi anche delle autonomie locali e della pubblica amministrazione), ad affrontare finalmente una discussione razionale sul ruolo del segretario comunale e, più in generale, sulla necessità di una figura professionale stabile e autonoma, che garantisca, da una parte, esigenze di legalità e di trasparenza e, nello stesso tempo, di efficienza e di innovazione. (Applausi dal Gruppo PD)".
La situazione fa un pò ricordare la coerenza dell'On. Caon, che abbiamo già avuto modo di evidenziare in precedenza su questo blog. Sembra quasi che si voglia insistere nel perseguire l'accrescimento del bagaglio culturale differenziato.


mercoledì 30 aprile 2014

Il 15 maggio a Rieti una giornata di formazione organizzata dall'U.N.S.C.P. sulla stipula dei contratti in forma elettronica

L’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali - Unione Regionale del Lazio ed Unione Provinciale di Rieti – organizzano per giovedì 15 maggio ’14 dalle ore 9,30 alle ore 13,30 a Rieti presso la sala convegni del Ristorante Ma.BI c/o Palazzo Sanizi, sito in Via Sanizi 2, un secondo incontro di formazione sulla stipula in forma elettronica dei contratti. Il primo incontro si è svolto il 27 marzo a Sezze (Lt).
La giornata di formazione, anche in questa occasione, sarà realizzata secondo la Metodologia didattica di ricerca d’aula denominata “Autocasi”. Questa metodologia didattica, a differenza della modalità formativa tradizionale caratterizzata da approfondite esposizioni tematiche da parte di un docente, utilizza come materiale di riflessione per l'apprendimento, l'esperienza dei partecipanti nella loro attività lavorativa quotidiana. In tali circostanze si esaminano gli "autocasi" il cui obiettivo prevalente è quello di condividere le esperienze ed imparare dalle stesse. L'efficacia didattica è determinata da un buon livello di collaborazione tra moderatore e partecipanti e tra partecipanti stessi.
Coordineranno e modereranno l’incontro formativo Adriano Marini, Segretario del Comune di Albano Laziale (Rm) e Franco Loi, Segretario del Comune di Ferentino (Fr).
La giornata di formazione è gratuita ed aperta a tutti i Segretari interessati.
Qui
il programma completo della giornata di formazione.
Si ricorda che:
  • la giornata di formazione è gratuita anche per i non iscritti all'Unione;
  • alla giornata di formazione possono partecipare gratuitamente anche i COA4, non ancora in servizio, e i COA5.
Per motivi organizzativi si richiede comunque di comunicare la propria partecipazione inviando una mail al Vicesegretario Vicario dell’UNSCP Lino Massimi all’indirizzo  lino.massimi@tin.it o al Segretario Provinciale UNSCP di Rieti Nicola Tedeschi all’indirizzo nicolatedeschi@fastwebmail.it. 
 

venerdì 18 aprile 2014

lunedì 14 aprile 2014

Iniziativa del comune di Lodi: l'U.N.S.C.P. scrive al Ministro dell'Interno ed all'ANCI

L'Unione Nazionale Segretari comunali e provinciali deve purtroppo tornare ad occuparsi delle "singolari iniziative" del Sindaco di Lodi.
Già alla fine dello scorso anno, il Sindaco di Lodi, in alcune dichiarazioni alla stampa, aveva preannunciato l'inizio di una "vera e propria crociata" tendente al'eliminazione della figura del Segretario comunale. Tali dichiarazioni erano state riportate in un articolo di stampa dal titolo "Basta segretari comunali Lodi chiederà la cancellazione". A seguito di tale articolo l'U.N.C.S.P. aveva provveduto a diramare un comunicato, in data 8 novembre 2011, con il quale aveva ricordato a tutti qual'era la verità: "La verità è che il Sindaco il ruolo del Segretario lo vuole, ma vuole averne uno che non ha vinto il relativo concorso. Vuole dare, e anzi ha già dato, il ruolo di Segretario a uno che Segretario non è. Quindi, caro Sindaco, diciamole chiare le cose: non è che non serve il Segretario, semplicemente Lei vuole sceglierselo senza regole, senza concorsi, come Le pare e piace".
Il 25 marzo 2014 il Consiglio comunale di Lodi ha approvato un ordine del giorno che “… impegna il sindaco e la giunta a promuovere ulteriori iniziative di approfondimento … al fine di verificare la possibilità di interventi normativi … che contemplino la riforma del ruolo del segretario generale, riconoscendone l’assimilazione a quella di un dipendente con inquadramento dirigenziale da individuare tra quelli già in servizio presso gli enti, allo scopo di favorire una migliore organizzazione dell’attività amministrativa e significativi risparmi di spesa …”. Ovviamente questa deliberazione è stata oggetto di attenzione della stampa, basta leggere l'articolo apparso sul sito "Il giorno" dal titolo "Il Broletto cancella il segretario comunale e nomina un "controllore della legalità"-
Anche a questa iniziativa ha risposto l'U.N.S.C.P. che con una nota inviata al Ministero dell'Interno ed all'ANCI, a firma del Segretario Nazionale Alfredo Ricciardi, con la quale si chiede "al sig. Ministro dell’Interno ed al sig. Presidente dell’ANCI di preservare un sistema che è posto da sempre a presidio del buon funzionamento degli enti da prospettive dequalificanti e involutive, e di promuoverne semmai una ulteriore valorizzazione, sempre più basata su criteri di merito e professionalità, al fine di rafforzare ulteriormente le competenze e l’autorevolezza dell’alta dirigenza locale".