sabato 7 giugno 2014

Lanzetta, Madia, Rughetti: Firmato accordo Italia semplice con Anci, Regioni e Upi

“Coniugare i tempi della pubblica amministrazione con i tempi in cui opera quotidianamente la società, in un’ottica di semplificazione, flessibilità organizzativa e di un alleggerimento degli adempimenti normativi”. Così il presidente dell’Anci, Piero Fassino, parlando a margine dell’accordo sulla riforma della Pa, sottoscritto oggi al ministero degli Affari regionali da Anci, Regioni e ministeri della Semplificazione e degli Affari regionali.

Il documento, che in pratica traccia le linee guida e i criteri per la riforma delle amministrazioni statali, per Fassino tenderà “a favorire un rapporto di maggiore vicinanza e consonanza tra aspettative di cittadini e imprese e la capacità di risposta del sistema dalle amministrazioni pubbliche”. 
Nello specifico, l’accordo interistituzionale lancia un'alleanza istituzionale per riformare la Pa, attraverso la condivisione tra governo e autonomie di punti e obiettivi da raggiungere insieme nei vari livelli e organismi dello Stato. L'intesa prevede il ripensamento dell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni territoriali e nazionali sul territorio e la valorizzazione del capitale umano quale elemento vitale della capacità della Pa di dare risposte certe in tempi rapidi. 
Tra le priorità vi sono: la mobilità intercompartimentale, la staffetta generazionale, pochi parametri e limiti alla spesa per il personale, l'adozione di un sistema di regole per il personale che coinvolga anche le società partecipate. E ancora la realizzazione di un 'mercato' organico della dirigenza su base territoriale (che implichi anche un intervento sulla disciplina dei segretari comunali e provinciali), il ripensamento del sistema di accesso e norme tendenzialmente uniformi per tutti i soggetti che compongono la Pa nel suo complesso, la semplificazione per crescere, ridefinire e rendere semplici le procedure. Infine la digitalizzazione come unica forma di dialogo fra Pa, cittadini ed imprese insieme all'open data e la trasparenza come elementi centrali dell'azione amministrativa. 
Fonte: Anci. 

venerdì 6 giugno 2014

Proposta di legge del Movimento 5 Stelle: Il Segretario comunale sia nominato dal Prefetto

Qualche giorno fa un collega scrisse un commento al post Dall'abolizione della figura del Segretario alla trasformazione in Segretario di governo, iniziando così:
"quando tanti anni fa ho vinto il concorso di tutto avrei potuto immaginare ma non di diventare una sorta di "cavia"... perchè ormai questo siamo diventati, ogni giorno una proposta o una soluzione sulla nostra figura... direi che forse la migliore cosa è studiare qualche legislazione straniera europea su come risolvono il problema ed applicarla tout court in Italia.....!!!"
Non possiamo che dargli ragione, visto il susseguirsi in questi giorni di proposte che riguardano lo status del Segretario. Dopo la proposta di abolizione contenuta nella lettera Renzi/Madia della figura del Segretario comunale, la proposta di trasformazione in Segretario di governo di parti importanti del Nuovo Centro Destra, ecco che arriva la proposta sui segretari comunali presentata dal Movimento 5 stesse che non vuole che sia il sindaco a scegliersi il segretario ma che lo stesso venga assegnato dalla Prefettura in modo da garantirne l’indipendenza.
L'Atto ha assunto alla Camera il n. 2364 con il seguente oggetto: 
Proposta di legge: DIENI ed altri: “Modifiche all’articolo 99 e abrogazione degli articoli 108 e 110 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di durata degli incarichi di segretario comunale e provinciale, di nomina del direttore generale e di conferimento di incarichi dirigenziali a contratto presso gli enti locali” (2364) 
A breve tutte le informazioni dal sito della Camera, dove per adesso non è ancora pubblicato il testo. 
Per completezza bisogna aggiungere che proposte di modifica riguardanti la figura sono contenute anche nel report della Funzione Pubblica pubblicato l'altro ieri, relativo alla consultazione pubblica avviata con la lettera Renzi/Madia.

mercoledì 4 giugno 2014

Consultazione pubblica sulla lettera Renzi/Madia: un chiaro NO all'abolizione della figura del Segretario comunale

Sono online, sul sito del Dipartimento della funzione pubblica i primi esiti della consultazione pubblica lanciata il 30 aprile 2014 all'indirizzo: rivoluzione@governo.it.

Sono giunte, nel mese di consultazione, 39.343 e-mail che hanno discusso puntualmente i 44 punti della riforma della pubblica amministrazione, contenuti nella lettera indirizzata dal presidente del Consiglio e da me ai dipendenti pubblici e ai cittadini.

Tutte le mail sono state lette e analizzate grazie al supporto dei ricercatori del Dipartimento di metodi e modelli per l'economia il territorio e la finanza di Sapienza Università di Roma, coordinati dal professor Sergio Bolasco, che hanno utilizzato la tecnica del text mining.
E' stato realizzato un primo report che presenta gli orientamenti e le proposte emerse sui singoli punti della riforma.
Grazie al contributo e alle idee dei cittadini possiamo ora varare, all'appuntamento previsto del Consiglio dei ministri del 13 giugno, una riforma migliore e ancora più incisiva.
Quanto al famoso punto 13 relativo all'abolizione della figura del segretario comunale, queste le conclusioni scritte nel report:
Le reazioni pervenute sono di segno prevalentemente contrario, anche considerato che larga parte degli interventi sul punto sono derivati da una importante mobilitazione degli enti interessati. Nel segnalare il ruolo centrale di garanzia e direzione del segretario comunale, specialmente nei comuni di piccole dimensioni, molte proposte auspicano una riforma di tale figura, piuttosto che la sua abolizione, anche alla luce delle recenti competenze in materia di anticorruzione.
Tra le proposte più articolate si segnala quella tesa a mantenere la figura negli enti di piccole dimensione, in particolare sotto i 25 mila abitanti. Giungono inoltre proposte dirette a svincolare la figura del Segretario comunale dalla nomina da parte del sindaco.
I pareri favorevoli alla soppressione sono stati incentrati soprattutto sulla sovrapposizione delle figure del Segretario e del City manager. Alcune proposte mirano a "privatizzare" la figura (nomina di un professionista esterno) oppure crearne una nuova in sostituzione: l'ispettore contabile del comune, anche con funzioni di controllo e prevenzione.

martedì 3 giugno 2014

Consiglio Nazionale del 31 maggio: presentata dal Segretario Nazionale Ricciardi la proposta dell'UNSCP di riforma della figura del Segretario comunale

Sabato 31 Maggio, nell’Aula Consiliare “Giorgio Fregosi” della Provincia di Roma, Palazzo Valentini, si è svolto a Roma il Consiglio Nazionale dell'Unione Nazionale Segretari comunali e provinciali (U.N.S.C.P.).
Il Consiglio si è aperto con la relazione del Segretario Nazionale Alfredo Ricciardi che, nell'ambito della proposta di riforma della PA ha ribadito
il fermo NO alla proposta di abolizione della figura del Segretario Comunale auspicando, invece, una giusta riforma.
Il segretario Nazionale Ricciardi ha presentato un documento contenente appunto la proposta di riforma.
Al Consiglio Nazionale ha partecipato una nutrita rappresentanza dei Segretari del Lazio. In un successivo post, verrà dato conto della partecipazione dell'Unione Regionale del Lazio al Consiglio Nazionale di sabato scorso.

lunedì 2 giugno 2014

Intervento sul Sole 24 ore del Segretario Nazionale UNSCP Ricciardi: sui dirigenti apicali pesa un falso dilemma

Sul'edizione del Sole 24 ore di oggi, a pag. 8, è pubblicato un intervento di Alfredo Ricciardi, Segretario Nazionale dell'Unione Nazionale Segretari comunali e provinciali.
Alcuni passi dell'articolo del Segretario Nazionale:

"L'idea che un dirigente apicale, cioè il vertice dirigenziale dell'intera struttura organizzativa, debba scegliere se occuparsi di legalità o di efficienza è una cosa che va oltre la mia, evidentemente limitata, capacità di comprensione. Va oltre, perché mi domando: ma che dirigente apicale sarebbe quello che si occupasse solo dell'efficienza dell'azione della macchina comunale e si disinteressasse, o peggio ancora fosse irresponsabile, della sua legittimità? Ed egualmente: ma che vertice sarebbe quello che si limitasse a verificare che l'attività sia legale, senza magari appurare se nel frattempo quell'attività porti il bilancio del Comune alla bancarotta?
A me pare evidente, se non lapalissiano, che un vertice dirigenziale deve padroneggiare, governare e coniugare tutte le esigenze di fondo della Pubblica amministrazione che presidia, e deve esserne il responsabile." [...] 
"E da qui si va a toccare un altro tema delicato, che vale per i segretari e per tutta la dirigenza pubblica apicale: l'imparzialità. Perché corriamo il rischio di cadere in un altro equivoco dannoso, che occorre rifiutare con forza, e cioè l'idea che un alto manager pubblico chiamato ad attuare l'azione di governo può non essere imparziale, non rispettare la legalità. Va respinta e combattuta l'idea che la dirigenza di vertice non sia e non debba essere imparziale e che l'imparzialità non sia anche lealtà verso l'istituzione democraticamente eletta".[...] 
"Se tutto questo è vero, allora auspico che si voglia dare a questo Paese, e ai suoi Comuni, una dirigenza apicale che sia più competente di prima e non meno, che sia più imparziale di prima e non meno, che sia scelta più per merito e meno per vicinanza politica, che non sia sotto ricatto della politica pur essendo leale alle istituzioni e che non sia reclutata nel ruolo o albo che dir si voglia per chiamata diretta, ma per concorsi e corsi di specializzazione del massimo rigore possibile. Perché è da questo che si capirà se questa rivoluzione vuole davvero migliorare la dirigenza pubblica o se invece vuole semplicemente metterci le mani sopra. I segretari nel primo caso ci stanno, nel secondo un po' meno".

domenica 1 giugno 2014

Lettera Renzi/Madia: documento Anci Campania contrario all'abolizione della figura del segretario comunale

Il Comitato Esecutivo dell’Anci regionale della Campania ha approvato un documento, in merito alla proposta di abolizione della figura del segretario comunale contenuta nella lettera Renzi/Madia, con il quale: 

- Esprime preoccupazione e contrarietà a tale proposta, che rischia di indebolire invece che modernizzare la dirigenza da affiancare agli Amministratori e di cui dotare l’ente locale; 
- Ricorda che le stesse Autonomie Locali, a fronte di recenti interventi legislativi non sempre coerenti e organici, hanno chiesto più volte non una abrogazione ma una riforma organica dei Segretari, per dotare gli enti di una dirigenza apicale ancora più adeguata per competenze e funzioni alle necessità; 
- Chiede perciò di rivedere tale posizione, e di considerare la figura del Segretario Comunale un valore aggiunto per le autonomie locali ed una figura dirigenziale non da abolire ma da riformare, con sistemi di reclutamento e di formazione capaci di rafforzarne le capacità professionali, innovandole e rendendo tale figura professionale ancora più competente, e maggiormente dotato degli strumenti necessari ad assicurare la direzione complessiva, superando le ambiguità dell’attuale normativa. 
- Invita pertanto - chi di competenza - ad intraprendere un auspicato processo di condivisione delle scelte, soprattutto quando queste hanno una immediata incidenza sulle attività di cui Noi Sindaci siamo direttamente interessati oltre che investiti da personali responsabilità.

Circolare della Prefettura di Cagliari sul procedimento di nomina del Segretario comunale e provinciale

Come si nomina il Segretario comunale e provinciale?

In una recente circolare della Prefettura di Cagliari (prot. n. 23135 del 3 aprile 2014) l'esame della disciplina e degli aspetti applicativi riguardanti appunto la nomina del Segretario comunale e provinciale.
La circolare ci è stata inviata da Tomasina Manconi.