martedì 6 maggio 2014

On line il n. 13 del notiziario "L'Unione comunica"

Pubblicato oggi il numero 13 della rivista "l'Unione comunica", Notiziario dell'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali.
Il numero è interamente dedicato alla lettera Renzi/Madia che contiene la proposta di abolizione del Segretario comunale.
Il numero è aperto dall'editoriale del Segretario Nazionale Alfredo Ricciardi dal titolo "Tanto tuonò che piovve".

Proposta Renzi/Madia - Una lettera del collega Alberto Vinci

Dal collega Alberto Vinci abbiamo ricevuto la seguente nota sulla lettera Renzi/Madia con la proposta di abolizione dei segretari comunali.
"Carissimi colleghi,
è vero, essendo non più giovane sono forse più incline alla commozione, ma il 02 maggio scorso, esattamente al compimento del mio trentennio di lavoro come Segretario Comunale, ho provato tristezza ed un profondo sbandamento nel leggere la lettera di Renzi & Co. ai pubblici dipendenti. Quasi fosse la fine di una grande storia d'amore che mi ha tenuto vivo, ogni giorno per trent'anni, ai Comuni, a quelle istituzioni, a quei valori nei quali ognuno di noi, con ovvie eccezioni, identifica la propria coscienza. Ancora non conosco i motivi che spingono Renzi & Co. a voler eliminare la categoria dei Segretari Comunali, ma è certo che, considerate le eccezioni alle quali prima ho hatto cenno e nelle quali Renzi stesso potrebbe essere incappato durante la sua vita amministrativa, non possono essere quelli che assimilano i Segretari Comunali ai Mali della Pubblica Amministrazione Italiana; ce ne sono ben altri che anche noi Segretari Comunali possiamo a lungo enumerare . Tutto questo Renzi lo sa, come sa pure che nell'oceano della P. A. Italiana non possono essere 4.000 Segretari Comunali a renderla odisamente lenta ed ingiusta.
Matteo Renzi ci deve dare tanti altri altri motivi per poter morire in pace, così da convincerci di essere stati, da tempo immemorabile, un male incurabile per i Comuni, le Province e l'Italia tutta
".

Lettera Renzi/Madia - Di Primio (ANCI): "Determinante il contributo dei comuni, pronti al confronto"

Pubblicata sul sito ANCI la dichiarazione di Umberto Di Primio sindaco di Chieti e delegato ANCI al Personale
‘’I punti salienti della riforma della PA annunciata dal Governo dopo l'ultimo Consiglio dei Ministri riprendono molte delle richieste che da anni l’ANCI presenta. Siamo pronti a confrontarci, convinti che le riforme possano avere successo solo se si fanno partendo dal basso e nel rispetto delle Autonomie locali. Per questo apprezziamo il metodo del coinvolgimento e della condivisione, e attendiamo di avviare gli incontri di approfondimento che i ministri Lanzetta e Madia hanno assicurato’’.
‘’La riforma della dirigenza di vertice e il rafforzamento delle figure apicali degli enti sono obiettivi che i Comuni auspicano. In particolare – spiega Di Primio - la revisione dello status dei Segretari comunali e’ un’urgenza rispetto alla quale l’Associazione ha presentato una proposta organica ai precedenti Governi, con l’obiettivo di dotare le Amministrazioni di una dirigenza forte. Se e’ irrinunciabile la figura del Segretario, e’ altrettanto vero che questa deve adeguarsi alle esigenze di una moderna amministrazione degli enti locali. Il Segretario quale figura dirigenziale apicale e di coordinamento della dirigenza, scelto sempre attraverso lo spoil system, e’ un primo passo in tal senso’’.
Di Primio sottolinea inoltre ‘’l'esigenza di procedere ad un rinnovamento generazionale nel comparto pubblico: per fare un esempio, nei Comuni oltre il 50% del personale ha piu’ di 50 anni, nel sottoinsieme dei dirigenti questa percentuale supera il 70%. Ma si tratta di dinamiche innescate da precise scelte normative che abbiamo cercato di cambiare in ogni occasione utile, in un'accesa dialettica con i tanti interlocutori che si sono succeduti negli ultimi dieci anni. La situazione – sottolinea il delegato ANCI - non potrebbe essere diversa visto il blocco dei turnover, che ha azzerato il ricambio generazionale, ed il blocco della contrattazione, che ha sterilizzato i sistemi di valutazione delle performance e mortificato il personale degli enti. Su tutti questi temi – ribadisce infine Di Primio - l'ANCI ha gia’ fatto proposte precise ed e’ pronta al confronto con il Governo’’.

L’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali riferimento della categoria

L'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali ha emanato un comunicato stampa chiarendo le posizioni del sindacato sulla lettera Renzi/Madia e fornendo necessarie informazioni sull'organizzazione sindacale.
In merito alle dichiarazioni del premier Renzi sul Corriere della sera, che si sarebbe detto sorpreso dell’esistenza di una associazione dei Segretari, nel comunicato si legge: "facciamo pacatamente notare che Renzi è stato fino al 2010 Consigliere di Amministrazione dell’Agenzia Nazionale dei Segretari Comunali e Provinciali, poi soppressa. Il Consiglio era composto da 9 Consiglieri: due rappresentanti dell’Anci (fra cui, appunto, Renzi), uno dell’Upi, tre esperti, e tre Segretari, di cui ben due erano… dell’U.N.S.C.P. E’ vero che sono passati 4 anni, ma ci pare difficile che il Presidente non ricordi che esiste un sindacato (non solo “associazione”) dei Segretari, dal momento che ci sedeva a fianco al tavolo di un Consiglio di Amministrazione". 
Inoltre, l'Unione per consentire ai colleghi di reperire tutte le informazioni ed avere tutti gli aggiornamenti ha aperto una sezione specifica sul sito dell'Unione. Qui il link alla sezione.
Per chi invece volesse confrontarsi e rimanere in contatto è possibile farlo andando su facebook nell'apposita pagina dell'Unione digitando Segretari Comunali e Provinciali Unione.

Giovedì la segreteria regionale dell'U.N.S.C.P.: un invito a partecipare e ad inviare contributi

Come preannunciato in un precedente post, giovedì 8 maggio alle ore 16,00 si terrà a una Segreteria Regionale dell'U.N.S.C.P., presso la sede dell'Unione sita in via Cesare Balbo n. 43 a Roma.

La Segreteria è stata convocata al fine di individuare azioni condivise e coordinate da intraprendere nei comuni del Lazio, per contrastare la proposta di abolizione della categoria avanzata dal premier Renzi e dal Ministro Madia.
In quella sede si procederà:
  • alla stesura di un documento dell'Unione Regionale del Lazio;
  • a discutere eventuali azioni di comunicazione e sensibilizzazione da svolgere negli enti, coinvolgendo, eventualmente, anche i cittadini;
  • a valutare eventuali azioni di protesta, da proporre anche nell'ambito del coordinamento dei territori dell'U.N.S.C.P.che si terrà il giorno 10 maggio a Roma. Si ricorda che il Coordinamento dei Territori, previsto dall'art. 14 del nuovo Statuto dell'Unione, è l’organo collegiale che assolve alla funzione di collegamento e di collaborazione tra gli organi nazionali e le articolazioni territoriali. 
La Segreteria Regionale si ribadisce è aperta a tutti i Segretari, anche non iscritti all'Unione. Coloro che volessero dare un proprio contributo, pur non potendo materialmente partecipare ai lavori di giovedì, possono inviare una mail al Segretario Regionale al seguente indirizzo: amedeo.scarsella@gmail.com.
Auspico comunque, anche in considerazione del particolare momento della categoria, una personale partecipazione ai lavori della Segreteria regionale.

lunedì 5 maggio 2014

Lettera Renzi/Madia: convocata la segreteria regionale dell'U.N.S.C.P. Lazio aperta a tutti i Segretari

Come sottolineato dal Segretario nazionale Alfredo Ricciardi il momento e la situazione attuale richiedono il massimo impegno personale di tutti per contrastare la proposta di abolizione della categoria, contenuta nella lettera del premier ai dipendenti pubblici.


Al fine di individuare azioni condivise e coordinate da intraprendere nei comuni del Lazio, è convocata una Segreteria Regionale dell'U.N.S.C.P. il giorno giovedì 8 maggio 2014 alle ore 16,00, presso la sede dell'Unione sita in via Cesare Balbo n. 43 a Roma.

La segreteria regionale è aperta alla partecipazione di tutti i Segretari interessati, anche se non iscritti all'Unione.

Confido in un'adesione massiccia, tenuto conto dell'assoluta particolarità della situazione.
Si veda anche il successivo post Giovedì la segreteria regionale dell'U.N.S.C.P.: un invito a partecipare e ad inviare contributi.


domenica 4 maggio 2014

Parere in merito alle spese di personale ed all'assunzione del Segretario

Pubblicato il 2 maggio la risposta ad un quesito da parte del Servizio di consulenza agli enti locali della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in merito alle spese di personale ed all'assunzione del Segretario. In argomento si segnala il precedente post Un utile strumento giuridico di approfondimento in tema di spese per il personale

Di seguito il testo del parere.
"Il Comune si è posto la questione relativa alla possibilità di 'assumere' il segretario comunale, figura obbligatoria per legge, qualora con detta 'assunzione' non vengano poi rispettati i limiti di spesa complessivi per il personale (conseguenza del fatto che in passato si è fatto ricorso a prolungate reggenze o supplenze o a convenzioni tra una molteplicità di comuni). L'Ente richiama, a tal proposito, le osservazioni formulate dalla Corte dei conti della Lombardia (parere n. 130/2014) e chiede di conoscere se debba prioritariamente essere garantita la presenza di una figura obbligatoria per legge procedendo, successivamente, a sostenere spese per figure professionali non obbligatorie. 
Sentito il Servizio finanza locale, si osserva quanto segue. 
La Corte dei conti, nel citato parere, ha evidenziato che il segretario comunale è un pubblico funzionario dipendente del Ministero dell'Interno, che svolge le proprie funzioni presso un ente territoriale, in base ad incarico conferito attraverso un provvedimento di nomina del Sindaco. 
La particolarità di detta figura, obbligatoria per legge[1], non influisce comunque sull'allocazione, sotto il profilo finanziario, delle poste contabili relative all'incardinamento (solo in senso lato qualificabile come assunzione) in capo all'ente locale presso cui il segretario operi funzionalmente, in modo assimilabile a quelle per i dipendenti[2]. 
La Corte dei conti ha rilevato che, conseguentemente, l'aspetto problematico risulta quello di conciliare l'evidente obbligatorietà dell'incardinamento del segretario comunale con la disciplina finanziaria vigente, in particolare con riferimento ai limiti posti alla spesa del personale intesa complessivamente. 
Ha evidenziato, a tal proposito, che la spesa per il personale 'per la sua importanza strategica ai fini dell'attuazione del patto di stabilità interno (data la sua rilevante entità), costituisce non già una minuta voce di dettaglio, ma un importante aggregato della spesa di parte corrente[3], con la conseguenza che le disposizioni relative al suo contenimento assurgono a principio fondamentale della legislazione statale'. 
Premesso un tanto, si è anche sottolineato che, in linea di massima, la disciplina finanziaria non interferisce con la disciplina ordinamentale e tiene fermi facoltà, obblighi e divieti sostanziali imputabili all'amministrazione; introduce piuttosto indirette limitazioni alla discrezionalità operativa degli enti che, a causa dei predetti limiti, sotto la propria responsabilità, devono effettuare scelte gestionali che li mettano in condizione di esercitare facoltà e adempiere doveri compatibilmente con il rispetto di tali obiettivi di spesa, e ciò è sostenibile anche per l'esercizio di legittime prerogative come, nel caso di specie, la nomina di un segretario comunale. 
In sostanza, la Corte dei conti ha ribadito che il comune non può sottrarsi al rispetto dei vincoli di finanza pubblica relativi alle spese del personale. E' onere, pertanto, di ogni singola amministrazione effettuare scelte alternative, come la rinuncia al turn-over o la riduzione delle voci di spesa di personale facoltative, per personale non strutturato[4], ricompreso nel calcolo dell'aggregato previsto dalla vigente normativa finanziaria. 
In ogni caso - ha concluso la Corte dei conti - resta ferma la necessità, per le amministrazioni locali, di verificare la compatibilità di qualsiasi scelta si intenda effettuare con la disciplina finanziaria medesima. 
In conclusione, appurato l'obbligo di legge di garantire la figura del segretario comunale, spetta al Comune 'adottare tutte le possibili forme organizzative che consentono il rispetto del contenimento della spesa del personale, in primo luogo, cercando una forma di collaborazione del segretario comunale che contenga per quanto è possibile la spesa ed eventualmente riducendo altre spese di personale'[5] facoltative. 
La Corte dei conti, sez. Marche[6], richiamando l'orientamento espresso dalla sez. Veneto, con deliberazione n. 154/2011, ha precisato inoltre che 'ai fini della verifica del rispetto del vincolo posto dalla legge deve necessariamente prescindersi dalla valutazione circa la precarietà o meno della copertura del posto del Segretario: ciò che rileva è la figura in quanto tale, per la sua indefettibilità evidenziata tra l'altro non solo dalla previsione dell'art. 97 del TUEL (e in particolare il compito di assistenza agli organi), ma anche dalla stessa circostanza (...) secondo cui in caso di mancata nomina viene comunque inviato un Segretario, seppur in disponibilità (...). La circostanza secondo cui tale spesa, sia pure in un'ottica complessiva di matrice vincolistica che tende alla sua diminuzione, debba essere comunque garantita, rafforza ancora di più la conclusione sopra riportata, alla luce tra l'altro delle rinnovate funzioni attribuite alla figura del Segretario comunale e a seguito in particolare del D.lgs. 190/2012[7] che individuano, di norma, in tale figura l'organo responsabile della prevenzione della corruzione e di fondamentali compiti di programmazione e vigilanza'. 
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[1] Vedasi in proposito la lettera dell'Assessore alla funzione pubblica, autonomie locali e coordinamento delle riforme, prot. n. 703-SP/13-G, 'Copertura sedi vacanti di segreteria nella Regione Friuli Venezia Giulia' del 12 dicembre 2013. 
[2] Cfr. anche Corte dei conti, Sezione Autonomie, deliberazione 30 maggio 2012, n. 8. Tale sezione è giunta alla conclusione che nel complessivo assetto normativo che regola ruolo, funzioni e 'status' dei segretari comunali, pur a fronte di incrementi della spesa di personale non coerenti con gli obiettivi di finanza pubblica, tenuto conto delle specifiche disposizioni di contenimento di tale tipo di spesa, non sono intervenute innovazioni tali da poter giustificare una posizione funzionale diversa nel contesto ordinamentale degli enti locali e che pertanto non sussistono elementi per una ridefinizione della natura giuridico-economica della retribuzione agli stessi spettante, che possa giustificare un'allocazione contabile delle relative spese diversa da quella in cui sono appostate le spese per il personale dipendente degli enti. 
[3] Secondo il principio posto dalla Corte dei conti (cfr. Sezioni Riunite, deliberazione n. 27 del 2011), per individuare l'esatto aggregato della spesa di personale nel confronto con la spesa corrente, la si deve ritenere come onnicomprensiva di tutte le sue possibili componenti e quindi inclusiva di ogni voce, comprese quelle sostenute con finanziamenti esterni. L'art. 1, comma 557-bis, della l. 296/2006 (disciplina statale) precisa che costituiscono spese di personale anche quelle sostenute per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, per la somministrazione lavoro, per il personale di cui all'articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché per tutti i soggetti a vario titolo utilizzati, senza estinzione del rapporto di pubblico impiego, in strutture e organismi variamente denominati partecipati o comunque facenti capo all'ente. Per quanto concerne la normativa finanziaria applicabile agli enti locali della Regione Friuli Venezia Giulia, l'art. 12, comma 25, della l.r. 17/2008 stabilisce che costituiscono spese di personale, oltre a quelle iscritte all'intervento 1 del titolo I della spesa corrente, anche quelle sostenute per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, per la somministrazione di lavoro, per il personale di cui all'articolo 110 del decreto legislativo 267/2000. 
[4] Da intendersi quale ricorso a forme contrattuali di lavoro flessibile (ad es. co.co.co., lavoro somministrato, rapporti a tempo determinato), non riferito quindi a rapporti di lavoro a tempo indeterminato, che comportano un costo di bilancio irreversibile. 
[5] Cfr. Corte dei conti, sez. Lombardia, deliberazione n. 1047 del 2010, Corte dei conti, sez. Veneto, parere n. 97/2013. 
[6] Cfr. deliberazione n. 64/2013. 
[7] Rectius, legge 190/2012.