mercoledì 4 giugno 2014

Consultazione pubblica sulla lettera Renzi/Madia: un chiaro NO all'abolizione della figura del Segretario comunale

Sono online, sul sito del Dipartimento della funzione pubblica i primi esiti della consultazione pubblica lanciata il 30 aprile 2014 all'indirizzo: rivoluzione@governo.it.

Sono giunte, nel mese di consultazione, 39.343 e-mail che hanno discusso puntualmente i 44 punti della riforma della pubblica amministrazione, contenuti nella lettera indirizzata dal presidente del Consiglio e da me ai dipendenti pubblici e ai cittadini.

Tutte le mail sono state lette e analizzate grazie al supporto dei ricercatori del Dipartimento di metodi e modelli per l'economia il territorio e la finanza di Sapienza Università di Roma, coordinati dal professor Sergio Bolasco, che hanno utilizzato la tecnica del text mining.
E' stato realizzato un primo report che presenta gli orientamenti e le proposte emerse sui singoli punti della riforma.
Grazie al contributo e alle idee dei cittadini possiamo ora varare, all'appuntamento previsto del Consiglio dei ministri del 13 giugno, una riforma migliore e ancora più incisiva.
Quanto al famoso punto 13 relativo all'abolizione della figura del segretario comunale, queste le conclusioni scritte nel report:
Le reazioni pervenute sono di segno prevalentemente contrario, anche considerato che larga parte degli interventi sul punto sono derivati da una importante mobilitazione degli enti interessati. Nel segnalare il ruolo centrale di garanzia e direzione del segretario comunale, specialmente nei comuni di piccole dimensioni, molte proposte auspicano una riforma di tale figura, piuttosto che la sua abolizione, anche alla luce delle recenti competenze in materia di anticorruzione.
Tra le proposte più articolate si segnala quella tesa a mantenere la figura negli enti di piccole dimensione, in particolare sotto i 25 mila abitanti. Giungono inoltre proposte dirette a svincolare la figura del Segretario comunale dalla nomina da parte del sindaco.
I pareri favorevoli alla soppressione sono stati incentrati soprattutto sulla sovrapposizione delle figure del Segretario e del City manager. Alcune proposte mirano a "privatizzare" la figura (nomina di un professionista esterno) oppure crearne una nuova in sostituzione: l'ispettore contabile del comune, anche con funzioni di controllo e prevenzione.

martedì 3 giugno 2014

Consiglio Nazionale del 31 maggio: presentata dal Segretario Nazionale Ricciardi la proposta dell'UNSCP di riforma della figura del Segretario comunale

Sabato 31 Maggio, nell’Aula Consiliare “Giorgio Fregosi” della Provincia di Roma, Palazzo Valentini, si è svolto a Roma il Consiglio Nazionale dell'Unione Nazionale Segretari comunali e provinciali (U.N.S.C.P.).
Il Consiglio si è aperto con la relazione del Segretario Nazionale Alfredo Ricciardi che, nell'ambito della proposta di riforma della PA ha ribadito
il fermo NO alla proposta di abolizione della figura del Segretario Comunale auspicando, invece, una giusta riforma.
Il segretario Nazionale Ricciardi ha presentato un documento contenente appunto la proposta di riforma.
Al Consiglio Nazionale ha partecipato una nutrita rappresentanza dei Segretari del Lazio. In un successivo post, verrà dato conto della partecipazione dell'Unione Regionale del Lazio al Consiglio Nazionale di sabato scorso.

lunedì 2 giugno 2014

Intervento sul Sole 24 ore del Segretario Nazionale UNSCP Ricciardi: sui dirigenti apicali pesa un falso dilemma

Sul'edizione del Sole 24 ore di oggi, a pag. 8, è pubblicato un intervento di Alfredo Ricciardi, Segretario Nazionale dell'Unione Nazionale Segretari comunali e provinciali.
Alcuni passi dell'articolo del Segretario Nazionale:

"L'idea che un dirigente apicale, cioè il vertice dirigenziale dell'intera struttura organizzativa, debba scegliere se occuparsi di legalità o di efficienza è una cosa che va oltre la mia, evidentemente limitata, capacità di comprensione. Va oltre, perché mi domando: ma che dirigente apicale sarebbe quello che si occupasse solo dell'efficienza dell'azione della macchina comunale e si disinteressasse, o peggio ancora fosse irresponsabile, della sua legittimità? Ed egualmente: ma che vertice sarebbe quello che si limitasse a verificare che l'attività sia legale, senza magari appurare se nel frattempo quell'attività porti il bilancio del Comune alla bancarotta?
A me pare evidente, se non lapalissiano, che un vertice dirigenziale deve padroneggiare, governare e coniugare tutte le esigenze di fondo della Pubblica amministrazione che presidia, e deve esserne il responsabile." [...] 
"E da qui si va a toccare un altro tema delicato, che vale per i segretari e per tutta la dirigenza pubblica apicale: l'imparzialità. Perché corriamo il rischio di cadere in un altro equivoco dannoso, che occorre rifiutare con forza, e cioè l'idea che un alto manager pubblico chiamato ad attuare l'azione di governo può non essere imparziale, non rispettare la legalità. Va respinta e combattuta l'idea che la dirigenza di vertice non sia e non debba essere imparziale e che l'imparzialità non sia anche lealtà verso l'istituzione democraticamente eletta".[...] 
"Se tutto questo è vero, allora auspico che si voglia dare a questo Paese, e ai suoi Comuni, una dirigenza apicale che sia più competente di prima e non meno, che sia più imparziale di prima e non meno, che sia scelta più per merito e meno per vicinanza politica, che non sia sotto ricatto della politica pur essendo leale alle istituzioni e che non sia reclutata nel ruolo o albo che dir si voglia per chiamata diretta, ma per concorsi e corsi di specializzazione del massimo rigore possibile. Perché è da questo che si capirà se questa rivoluzione vuole davvero migliorare la dirigenza pubblica o se invece vuole semplicemente metterci le mani sopra. I segretari nel primo caso ci stanno, nel secondo un po' meno".

domenica 1 giugno 2014

Lettera Renzi/Madia: documento Anci Campania contrario all'abolizione della figura del segretario comunale

Il Comitato Esecutivo dell’Anci regionale della Campania ha approvato un documento, in merito alla proposta di abolizione della figura del segretario comunale contenuta nella lettera Renzi/Madia, con il quale: 

- Esprime preoccupazione e contrarietà a tale proposta, che rischia di indebolire invece che modernizzare la dirigenza da affiancare agli Amministratori e di cui dotare l’ente locale; 
- Ricorda che le stesse Autonomie Locali, a fronte di recenti interventi legislativi non sempre coerenti e organici, hanno chiesto più volte non una abrogazione ma una riforma organica dei Segretari, per dotare gli enti di una dirigenza apicale ancora più adeguata per competenze e funzioni alle necessità; 
- Chiede perciò di rivedere tale posizione, e di considerare la figura del Segretario Comunale un valore aggiunto per le autonomie locali ed una figura dirigenziale non da abolire ma da riformare, con sistemi di reclutamento e di formazione capaci di rafforzarne le capacità professionali, innovandole e rendendo tale figura professionale ancora più competente, e maggiormente dotato degli strumenti necessari ad assicurare la direzione complessiva, superando le ambiguità dell’attuale normativa. 
- Invita pertanto - chi di competenza - ad intraprendere un auspicato processo di condivisione delle scelte, soprattutto quando queste hanno una immediata incidenza sulle attività di cui Noi Sindaci siamo direttamente interessati oltre che investiti da personali responsabilità.

Circolare della Prefettura di Cagliari sul procedimento di nomina del Segretario comunale e provinciale

Come si nomina il Segretario comunale e provinciale?

In una recente circolare della Prefettura di Cagliari (prot. n. 23135 del 3 aprile 2014) l'esame della disciplina e degli aspetti applicativi riguardanti appunto la nomina del Segretario comunale e provinciale.
La circolare ci è stata inviata da Tomasina Manconi.

sabato 31 maggio 2014

Lettera Renzi/Madia: il dissenso della Giunta comunale di Rocca Priora

Con deliberazione di Giunta comunale n. 24 del 6 maggio 2014, la Giunta comunale di Rocca Priora ha manifestato il proprio dissenso alla proposta Renzi/Madia in ordine al punto 13) delle linee guida di riforma della p.a. che prevede: "l'abolizione della figura del Segretario comunale".
La Giunta, tra l'altro, esprime ferma contrarietà all’abolizione del presidio di legalità sul territorio, rappresentato dal Segretario Comunale, evidenziando che tale ipotesi di riforma rischia di indebolire invece che modernizzare la dirigenza da affiancare agli Amministratori e di cui dotare l’ente locale.

venerdì 30 maggio 2014

Evitiamo di farci del male: no ad allarmismi per emendamenti "fotocopia"

Probabilmente in questi giorni stiamo appurando come la proposta di abolizione della figura del Segretario comunale, contenuta nella lettera Renzi/Madia, stia minando la serenità della categoria.
Ieri ho iniziato a ricevere telefonate da colleghi in merito ad un emendamento volto a rendere facoltativa la figura del Segretario all'interno dell'ente. Approfondendo l'argomento ho appurato che, in effetti, era stato segnalato da qualche collega un emendamento presentato all'A.S. 1465 avente ad oggetto "Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale". Questo l'emendamento:


Dopo l'articolo 17 inserire il seguente:
«Art. 17. bis
1. Al Capo II del Testo unico delle disposizioni concernenti gli Enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, al fine di rendere facoltativa, per i comuni e le province, la nomina del segretario titolare dipendente dall'Agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali e provinciale è apportata la seguente modifica: ''articolo 97, comma 1'', dopo le parole: ''il Comune e la provincia hanno'', sono inserite le seguenti: ''la facoltà di avvalersi di''».

Dalla lettura, senza neanche consultare la sezione del sito della Camera dei Deputati, ho intuito che si trattava di un emendamento presentato da esponenti della Lega. Questa intuizione non era dovuta a particolari doti dello scrivente, ma soltanto al ricordo di un emendamento "fotocopia" presentato nel corso della discussione al Senato del DDL Delrio. Il testo dell'emendamento, allora presentato da Calderoli e Bisinella (entrambi esponenti della Lega) era il seguente:
Dopo l'articolo, inserire il seguente:
«Art. 29-bis.
(Razionalizzazione del ruolo del segretario comunale e provinciale)
1. Al Capo II del Testo unico delle disposizioni concernenti gli Enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, al fine di rendere facoltativa, per i Comuni e le Province, la nomina del segretario titolare dipendente dall'Agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali e provinciale è apportata la seguente modifica:
articolo 97, comma 1, dopo le parole: "il Comune e la provincia hanno", sono inserite le seguenti: "la facoltà di avvalersi di"».

Le preoccupazioni espresse dai colleghi possono derivare da diversi fattori, rispetto ai quali ritengo siano prevalenti ragioni che inducono ad evitare di disperdere energie per un emendamento presentato da una minoranza.
Il diverso contesto storico in cui è presentato l'emendamento, ossia dopo la lettera Renzi/Madia, potrebbe farlo ritenere "pericoloso".
Tuttavia la famosa lettera ha avviato una consultazione per giungere ad una riforma complessiva della PA. Rispetto al ruolo del Segretario comunale, tanto dal mondo delle autonomie, quanto dal mondo politico sono arrivati forti dissensi rispetto alla proposta di abolizione. Lo stesso ministro Madia, con la lettera di risposta ai Segretari comunali pubblicata dal Sole 24 ore, ha ridimensionato notevolmente, dopo neanche 10 giorni,  il disegno originario.
Nel governo si sono fatti avanti alcuni Ministri con posizioni molto diverse:
  • il Ministro Alfano ha dichiarato espressamente che il Nuovo Centro Destra vuole riformare la figura ma non vuole "rottamarla";
  • il Ministro Lanzetta ha rivendicato un ruolo attivo del suo Ministero degli Affari Regionali in merito alla riforma della figura del Segretario comunale (pag. 5 dell'intervento sulle linee programmatiche dinanzi alla Commissione parlamentare per le questioni regionali);
  • alcuni esponenti del PD si sono espressamente dichiarati contrari all'abolizione dei Segretari comunali.
A ciò si aggiungano le numerosissime prese di posizione delle singole amministrazioni.
Credo che da questa breve ricostruzione sia emersa l'estrema complessità della problematica, che sinceramente ritengo non verrà risolta approvando un emendamento della Lega.
Per ulteriori documenti ed approfondimenti sul tema vai allo speciale  lettera Renzi/Madia,