lunedì 19 maggio 2014

Dall'abolizione della figura del Segretario alla trasformazione in Segretario di governo


L'Associazione Amici di Marco Biagi (già Amici di Mario Rossi) celebra i vent'anni di attività presentando al Ministro dell'Interno Angelino Alfano il "Manifesto per lo Stato essenziale", quale contributo alla consultazione pubblica promossa dal Governo in relazione alle proposte di riforma delle Pubbliche Amministrazioni. 

Nel video in alto un'intervista al Presidente dell'Associazione Sen. Maurizio Sacconi (NCD).
Da segnalare che tra le proposte contenute nel manifesto vi è anche una proposta di trasformazione dei Segretari comunali in segretari di governo. Questo il punto del manifesto: "Nella competizione globale e in Europa assume rilevanza la complessiva efficienza ed efficacia dello Stato. La nuova Costituzione deve riconoscere, quando necessario, il principio di supremazia dell’interesse nazionale sulla autonomia delle Regioni e dei Comuni secondo un modello di federalismo responsabile, differenziato e vigilato dallo Stato attraverso i Prefetti e i Segretari di Governo, avvalendosi delle sezioni regionali della Corte dei Conti. Uno Stato policentrico e polimorfo deve avere un sistema di controlli che non rallenti le decisioni degli Enti ma che riveli e segnali le inefficienze e i fallimenti con immediatezza. I Prefetti incaricati per Regione non solo coordinano le attività rivolte all’ordine pubblico e tutte le funzioni periferiche dello Stato ma monitorano anche la situazione della finanza regionale e locale non per atti minuti ma per indicatori di equilibrio. I Segretari di Governo hanno competenza per una o più municipalità, assistono gli amministratori locali – ove richiesti – per la legittimità degli atti, ne verificano in continuo la stabilità di bilancio, riferiscono ai Prefetti. Lo squilibrio di bilancio viene segnalato ai Ministeri dell’Interno e dell’Economia e Finanza".
Il Manifesto è stato presentato nel corso di un convegno pubblico e gli interventi sono stati pubblicati sul sito di Radio Radicale.
Di seguito l'audio integrale.

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