mercoledì 21 maggio 2014

Gli obiettivi della Riforma della PA secondo Angelo Rughetti (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio)

Sul sito www.ilquotidianodellapa.it in un'intervista del Direttore Enrico Michetti, Angelo Rughetti (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) espone gli obiettivi della proposta di riforma della PA. Di seguito il testo.
1) Quali novità il Governo intenderà approvare nel prossimo mese di giugno in materia di personale?
Il Governo ha proposto in una lettera indirizzata a tutti i dipendenti pubblici, a firma Presidente del Consiglio e Ministro Madia, ben 44 punti di proposte per la riforma della Pubblica Amministrazione da discutere e considerare alla luce delle risposte che arriveranno alla Presidenza del Consiglio da parte dei diretti interessati che nella Pa lavorano. Il Consiglio dei Ministri che si terrà, come da indicazioni del Premier Renzi il 13 giugno, terrà conto di queste proposte e le integrerà all’azione di Governo. La riforma che vareremo sarà fatta con i dipendenti pubblici e non contro gli stessi, come più volte è accaduto negli anni scorsi.
2) Come cambierà la Dirigenza pubblica?
Le ipotesi considerate dal Governo ed ora al vaglio dei dipendenti pubblici vertono sull’introduzione del ruolo unico della dirigenza e sull’abolizione delle fasce della stessa dirigenza. La carriera potrebbe essere basata su incarichi a termine ed è prevista la possibilità del licenziamento del dirigente che rimane privo di incarico oltre un termine che la stessa legge stabilirà. 
3) In particolare, verrà anche rivisto il sistema di valutazione del dirigente pubblico? Si andrà verso una valutazione reale dei risultati?
Certo. La valutazione dei risultati sarà fatta seriamente, dovrà tener conto del risultato di tutto un gruppo di lavoro, di un ufficio e non sarà più legata al risultato conseguito dal singolo. Si procederà per obiettivi certi e per lavoro di staff. Inoltre la retribuzione di risultato erogata dovrà tener conto dell’andamento dell’economia. Se il Paese cresce, anche la parte variabile dello stipendio crescerà, altrimenti nell’altra ipotesi sarà chiesto un sacrificio anche al pubblico impiego.
4) Cosa farà il Governo in materia di semplificazione e di trasparenza?
Gli Open data saranno lo strumento opportuno per offrire trasparenza semplificando, digitalizzando i servizi. Obiettivo prioritario del Governo è quello di rendere, ad esempio, pubblici i dati sull’utilizzo delle risorse pubbliche e le nuove tecnologie saranno utilizzate per rendere comprensibili per ogni cittadino gli infiniti passaggi burocratici ora in uso in tutte le PA. Quello che si cercherà di realizzare metterà al centro la vita dei cittadini. Mai più code ma razionalizzazione di tempi, costi e modalità di comunicazione con la PA.
5) Come verrà organizzata l’Alta formazione per funzionari e dirigenti pubblici?
Il Governo ha valutato l’opportunità di avere in attivo una sola scuola nazionale della Pubblica Amministrazione a fronte di quelleattuali. Anche questa una delle ipotesi contenuta nella lettera ai dipendenti pubblici…
6) Quale sarà il futuro delle Autorità? Quali sono le altre misure che il Governo intende prendere in materia di organizzazione  dell’Amministrazione? (appalti, Autorità portuali, riduzione aziende municipalizzate)
E’ prevista, solo per accennare alcuni punti, una riorganizzazione di tutto il sistema delle autorità indipendenti ma non solo. Si partirà dalla riorganizzazione strategica della ricerca pubblica con l’aggregazione degli enti che spesso svolgono funzioni simili, si proseguirà sulla strada della gestione associata di funzioni essenziali per le amministrazioni sia centrali che locali. Ma allo studio del Governo vi è anche l’accorpamento delle sovrintendenze con la gestione manageriale dei poli museali, la razionalizzazione delle autorità portuali e la riduzione delle aziende municipalizzate. Troppe circa 8 mila aziende municipalizzate, Renzi ha detto più volte di volerle portale a non più di 1.000 in poco tempo. Come vede sono molte le proposte, compresa quella della riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio con la razionalizzazione delle sedi della Prefettura e della Ragioneria dello Stato, su cui si sta incentrando l’attenzione del Governo e che ora sono al vaglio dei cittadini e dei dipendenti pubblici.
7) Quanto è stato utile il lavoro di Cottarelli nella riduzione della spesa pubblica?
Il prof. Cottarelli ha svolto e sta ancora svolgendo un lavoro utilissimo per individuare i centri della spesa pubblica su cui si possono operare dei tagli di spesa senza per questo ridurre allo stesso tempo servizi ai cittadini. Di certo, individuati questi punti è la politica che deve operare le proprie scelte e nessuno può esimersi dalla valutazione iniziale. Data la traccia iniziale, infatti, ciò non toglie che siano le amministrazioni tutte ad operare anche ulteriori tagli di spesa sempre con l’obiettivo del risanamento dei conti pubblici. Per dirla con Renzi, sono troppi i politici italiani ma anche la Pubblica amministrazione italiana è complicata. L’Italia, i cittadini non possono più permettersi di vivere continue emergenze, sia economiche che politiche, la normalizzazione del sistema passa anche attraverso la riduzione degli evidenti costi inutili.
8) Cosa intende fare il Governo sulla giustizia amministrativa?
Partendo dal rendere più rigoroso il sistema di incompatibilità dei magistrati amministrativi e dalla modifica del Codice degli appalti, il Governo ha previsto la possibilità di inasprire le sanzioni nelle controversie a carico dei ricorrenti e degli avvocati per le liti temerarie, ma ciò va di pari passo con la modifica della disciplina della sospensione cautelare negli appalti pubblici e con la condanna automatica alla spese nel giudizio cautelare se il ricorso non è accolto.
9) Dopo aver svolto un lavoro eccellente al vertice dell’ANCI come sta vivendo questa nuova esperienza?
E’ un’esperienza appassionante, di grande studio, impegno e collaborazione con il Ministro Madia su i passaggi più complicati di questa riforma che vareremo tra meno di un mese. L’apertura del Governo all’ascolto dei cittadini e dei dipendenti pubblici sulla riforma porta anche ad un senso di responsabilità maggiore perché questa riforma potrebbe, e ne sono sicuro, essere un grande “Rinascimento” per la Pubblica Amministrazione.

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